Capitolo Quarantunesimo

Il tenente rimase a bocca aperta nel vedere tanta bellezza, circondata da una casa tenuta alla perfezione, la living room con un enorme tappeto orientale sul quale troneggiava un bellissimo tavolo da fumo in vetro, sopra una scatola di costosissimi Cohiba e un bicchiere nel quale presumibilmente James versava del rum da accompagnare con il sigaro Cubano…”….Allora sig.Tenente cosa ha di tanto importante da chiedermi riguardo mio marito?…”….”…..Il giovane non voleva andare dritto alla questione, iniziò a girare x la casa dando un’occhiata a tutto ciò che la signora teneva bene in mostra….libri, fiori, argento, fotografie della famiglia, del marito, premizioni dei bambini a scuola….Questa foto chiese, siete voi il giorno del Matrimonio vero….e questa all’uscita di un locale….questa invece che ritraeva loro due con una ragazza bionda molto giovane….”…..”….Questa ripose la moglie in evidente affanno, una ragazza che ha lavorato x noi qualche mese, circa un anno fà…..molto brava e disponibile, pulita, attenta, precisa e puntuale…peccato che le scadeva il permeso di soggiorno ed è dovuta tornare a casa…..”…..”….E dove? chiese il tenente….e come si chiamava….”…..”…..Se non sbaglio mi sembra Ucraina, ma non ne sono del tutto sicura….e si chiamva Irina…..Irina Stefanesko…..aveva circa una 25ina di anni….ma….ma non le sarà mica successo qualcosa?….xchè non abbiamo più avuto notizie…..”….Il telefono iniziò a squillare e lei corse verso il tavolo dove aveva lasciato il cellulare….”…..James…james….mi senti…..”….”….Si amore, sono io….scusa ho avuto diversi contrattempi, tutto bene sono in hotel e abbiamo già finito la prima riunione, ti chiamo più tardi, con calma dopo che ho cenato….”….”….Va bene amore….rispose lei…rimase un attimo senza parole con lo sguardo fissato sugli occhi del tenente, facendogli capire se avrebbe dovuto passargli il cellulare o meno….lui rispose con un no categorico….ok…ok…allora, chima quando vuoi….ti amo….”….”….Anche io ti amo tanto…mi manchi….”….James si lasciò cadere sul divano che faceva da spartiacque della costosissima suite, completamente bianca, un enorme letto al centro, un armadio a muro che poteva contenere ciò che 4 normalissime famiglie hanno in casa, il bar, la tv ed appunto il divano da dove la stanza poi si allargava fino alla stanza dove una suntuosa vasca con idromassaggio e sauna davano inizio al bagno….Svetlana era già la immersa fino al collo….lui ne aveva sbirciato le movenze, le movenze di quel corpo immensamente bello che non finiva mai di scoprire….”….Si passò la mani fra i capelli sussurandosi…che casino ho combinato….mia moglie non si merita tanto….però come faccio a rinunciare a tanta roba….ok…ok…James….questo fine settimana e poi…stop…tanto lei non cerca atro che divertimento, soldi e sesso….togliamoci questo sfizio dopo tanti anni di matrimonio fedele….poi mi rituffo a capofitto nella famiglia….dal bagno usciva il vapore della sauna, Svetlana si affacciò sulla porta avvolta in un asciugamano che le copriva a malapena le enormi tette, la mano in mezzo cosce….”…..James….james….vieni facciamo una sauna insieme dai….ho voglia….ho voglia james….”….Lui obbedì come un cagnolino, lasciò i vestiti ed il cellulare sul divano e la raggiunse in un attimo….

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Capitolo Quarantesimo

Il tenente si stava avvicinando alla casa della moglie di Duncan…era situata alla fine di un lungo viale alberato con tante casette ben curate, giardino anteriore e posteriore, garage e qualche piccola bike lasciata sul marciapiede dai ragazzini nel frettoloso rientro a casa…Possibile, pensava Howard, che in questi luoghi di enorme tranquillità, pace, lontani dalla confusione, le risse, la droga, la malavita, sia emersa una mente diabolica come quella di james?….Un amministratore delegato di buona famiglia, con una buona famiglia sulle spalle…una buona posizione, una bella moglie, dei figli stupendi…a Londra con una ballerina dell’est europa che costa quanto due dei suoi stipendi da Tenete, solo x una notte….ok…uno svago…un momento di perdizione…ha il denaro e il tempo dalla sua parte…ma perchè quelle telefonate, perchè partire proprio ora, perchè non ripondere al cellulare…qualcosa non torna…una volta arrivato avrebbe voluto svuotare il sacco e raccontare il tutto alla moglie di james, metterla al corrente di ciò che il marito stava tramando, ma quando lei andò ad aprire la porta rimase folgorato dal suo sorriso…un sorrsio semplice, ingenuo, del tutto naturale…i capelli legati e le mani che cercavano di asciugarsi scivolando sui fianchi foderati da un leggero vestito a fiori…”….Lei…disse…dovrebbe essere la moglie di James Duncan…”…”….In persona…ma…è forse successo qualcosa a mio marito?…”…esclamò con stupore quando il tenente tirò fuori il tesserino di ordinanza…”…No signora, rispose, avrei solo bisogno di chiederle alcune cose, semplicissime domande, solo xchè al momento non riusciamo a metterci in contatto con lui, il fuso orario non ci è di aiuto, ma da domani tutto dovrebbe svolgersi al meglio…così ho approfittato x venirla a trovare solo x anticipare un pò i tempi d’attesa…e poi…poi….xchè come si dice in giro…lei è veramente una bella donna….

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Capitolo Trentanovesimo

Finalmente riuscirono a prendere la famosa English tube in direzione Green Park…ad attenderli il Meridien, un 5 stelle a pochi passi da Piccadilly Circus…Svetlana scrutava ogni piccola cosa, ogni piccolo movimento, mentre il vagone cominciava a riempirsi sempre di più mentre si avvicinavano al centro della città….talvolta fra una stazione e l’altra occorrevano anche più di 5 minuti ed il treno acquisiva una consistente velocità, con il vento che entrando da qualche finestrino, smuoveva con grazia i lunghi capelli biondi di Svetlana, lasciandone cadere le punte sui capezzoli, sempre duri e ritti, dovuti all’enorme voglia di cazzo che lei si portava dentro e dietro di se…Gli occhi degli uomini non potevano fare a meno di fissarla e lei da buona troia non faceva altro che ricambiare, passandosi anche la mano fra le gambe, tanto x non farsi e non farli mancare niente…Duncan era visibilmente imbarazzato, ma gli piaceva stare al gioco e del quale non avrebbe voluto rinuciare x nulla al mondo…quando chiudeva gli occhi x la stanchezza che ora si faceva sentire, da una parte gli usciva una carrellata di immagini delle porcate fatte e da fare con Svetlana, dall’altra la faccia pulita, ingenua, felice, semplice della moglie, che in fondo in fondo, quasi quasi rimpiangeva…

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Capitolo Trentottesimo

Duncan cercò di fare resistenza, avrebbe voluto urlare, ma nel giro di poco raggiunse quello che fino a pochi mesi fa era solo una cosa che non avrebbe mai neanche potuto immaginare nei più bui meandri della mente…..Rimasero qualche minuto in silenzio, Duncan con il cazzo moscio e Svetlana che continuava a leccarsi le dita passandosi lo sperma sulle labbra…”…Ummm…ummmm….mi piace troppo….disse…”…e si rialzò…Si sentivano voci venire dai vicini lavandini, chi era entrato nei minuti precedenti non ne era più uscito…”….Svetlana uscì con una nonchalanche da oscar, gli uomini che si stavano lavando le mani rimasero senza parole, lei li guardò senza dire niente con un movimento della bocca che diceva tutto…..poco dopo uscì Duncan, si sistemò il nodo della cravatta allo specchio e lasciò trasalire uno sbuffetto da super eroe, quale era nei confronti dei poveri viaggiatori che si erano trovati, prima ad udire le loro gesta e poi ad ammirare quella gnocca senza nome che avrebbe fatto resuscitare qualsiasi cazzo addormentato da anni….Si diressero verso l’uscita, acquistarono due biglietti x la metropolitana e si avviarono verso l’ingresso….Dove passava lei non faceva altro che smuovere commenti, le donne tiravano le giacche ai mariti x distrarli da tanta bellezza, inutilmente….

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Capitolo Trentasettesimo

Impiegarono circa una mezz’ora x uscire dall’enorme scalo londinese…Svetlana sembrava veleggiare sui tacchi, i glutei si muovevano in sintonia delle bellissime gambe, uno spettacolo di donna, le tette facevano capolino dalla striminzita camicetta…Duncan aveva il cazzo, perennemente in erezione, non vedeva l’ora di arrivare in hotel, spogliarla, leccarla e infilarlo dentro con forza, come lei  x altro, ogni volta chiedeva…”…Mi devi prendere da dietro, diceva, legarmi le mani e sbattermelo nel culo, con violenza…spingerlo, spingerlo, fino a spaccarmelo…tutto…”…Duncan oramai obbediva ai suoi desideri senza neanche dire una parola…alla dogana gli agenti persero i loro occhi nell’enorme seno di Svetlana senza dare troppa importanza ai passaporti…”…Prego signora, dissero…si accomodi…”…ritirarono le valigie e si diressero verso la metropolitana…”….Avrei voglia di farti un pompino, le disse…andiamo la dietro, c’è un bagno…”…Entrarono, si chiusero in uno dei tanti cessi che profumavano di lavanda…lei seduta sopra il water, allargò le gambe ed iniziò a masturbarsi…”…Mettimelo in bocca…tutto…sono già bagnata…”…Duncan tirò fuori il cazzo e lo spinse dentro, lei lo succhiava lanciando occhiate da porca verso l’alto…”…Non venire disse…non venire…”…Si alzò e si mise a pecora, le mani sul water…”…Mettimelo nel culo, con forza…spaccalo…”…Non ci mise tanto ad obbedire, ormai si sentiva quasi un suo prigioniero, confuso fra gli odori del bagno, di lei, i rumori degli scarichi dei water attigui, si aggrappò con forza alle sue natiche ed iniziò a pompare….

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Capitolo trentaseisimo

Lo Sceriffo aspettava con ansia l’arrivo dell’unica persona che poteva dargli una mano…un vecchio informatore di Preston, oramai in pensione, ma che davanti a qualche bel bigliettone verde, riusciva ancora a trovare qualche informazione importante…Il piccolo ometto con i baffi, continuava come sempre ad asciugarsi la fronte con il solito fazzoletto, con le solite iniziali ed il solito profumo…gli passarano davanti tanti, molti anni della sua vita, il matrimonio, i figli, le piccole soddisfazioni lavorative, i pochi, piccoli e senza importanza, articoli che il Prestonews gli aveva dedicato…forse pensava, x non far dimenticare alla gente che a pochi km dal grande centro cittadino, si poteva ancora triovare la pace in un piccolo posto come Yorke town, con uno Sceriffo fidato che faceva dormire sogni d’oro a tutto il paese…Non era più così, stava cambiando tutto e forse, pensava, bisogna abituarsi al peggio anche quì…troppa droga in giro, un’ escalation che dura da anni e che cambia troppo in fretta le persone, gli stili di vita e le loro teste…e…che genera molta violenza…troppa…Intanto il tenente non faceva altro che pensare a cio’ che sarebbe uscito sulle prime pagine dei giornali nei giorni successivi….”….Risolto con successo il caso Yorke town…il giovane Tenente Howard vittorioso al primo colpo….”….”….Il giovane Tenente Howard  smaschera l’assassino …o….L’assassino del Senatore ha le ore contate…il Tenente Howard risolve il caso nel giro di pochi giorni….”….La notizia con la sua foto avrebbe fatto il giro dell’America…avrebbe avuto di sicuro una promozione….magari a L.A….N.Y….o in qualche altra grande citta’ degli States…un ufficio tutto suo e una squadra da dirigere….Ora, pensava, devo togliermi di dosso quello stupido vecchio dello Sceriffo, andare avanti con le indagini e chiudere il caso nel più breve tempo possibile…fermo’ un taxi e si diresse verso 45 Moorgate street…era dove abitava James…james Duncan…

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Capitolo trentacinquesimo

…”…Sceriffo, diceva ad alta voce il Tenente…Sceriffo, ma ancora non capisce?…l’omicidio del ragazzo non fa’ altro che aprirci la strada sul non suicidio del Senatore…e non mi venga a dire niente riguardo il Sig.Duncan e la sua compagna, di viaggio, Svetlana…da oggi sono iscritti ufficialmente nel registro degli indagati…andro’ a riferire il tutto a sua moglie ed ad informarla dei possibili movimenti e svolgimenti delle indagini…”…”…Tenente, rispose il piccolo uomo baffuto…ma come possono entrare nel secondo omicidio, se sono a migliaia di miglia da Yorke town…andiamoci piano con le accuse, gli indagati…cerchiamo di ricostruire questi ultimi giorni, cosa e’ veramente accaduto, chi, le eventuali vittime hanno frequentato nelle loro ultime ore…non partiamo x distruggere famiglie e carriere, prima di avere delle prove schiaccianti in mano…”…”…Xche’ crede sia difficile commissionare un omicidio e farsi trovare lontano dal luogo del delitto…basta pagare…cash…e tanto…Allora, il ragazzo si dice, sia stato il pusher di una ballerina, la quale aveva come cliente fisso…guardi che coincidenza, proprio il Senatore…”…”…E con questo cosa vuol dire?…mettiamo sul registro pure lei?…e che collegamento con gli altri due…forse un torto subito da Svetlana…una vendetta?…crede all’ipotesi della vendetta…e chi ha ucciso il Senatore?…il ragazzo, la ballerina, Svetlana o forse qualcun altro…La scientifica non ha trovato niente di significativo…potrebbe essere un semplice regolamento di conti…”…”…E il senatore, concluse il Tenente, un semplice suicidio…ahhh…ahhh…ma chi crede che io sia…domani, tanto x cominciare vedro’ la signora Howard, lei invece vada a trovare la ballerina, dopodiche’ tireremo le prime somme…e non si faccia intimorire da quella troietta…nessuno di loro e’ in regola con la legge americana…faccia sentire la sua autorita’…anzi…la nostra…ahh…ahhh…”….E’ completamente pazzo, penso’ lo sceriffo…ma non ho scelta…40 anni di lavoro e quando stai x vedere la fine, la sospirata pensione…due omicidi…e’ pazzesco, due omicidi a Yorke town, dove la rapina piu’ grossa e’ stata fatta al superstore…7.000 dollari il bottino…lo ricordo come fosse ora….due balordi completamente ubriachi, che rapinano con due pistole giocattolo e che spendono il tutto a troie e champagne…neanche un cents rimase loro x pagarsi un buon avvocato…il piu’ grande fatto di cronaca in 40 anni di servizio…Tiro’ fuori di tasca l’ennesimo fazzoletto…il solito profumo, le solite iniziali…e quelle dolci parole familiari…”…Tu avessi a perderlo…”…

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Capitolo trentaquattresimo

L’aereo sorvolo’ l’aereoporto di Heatrow ed atterro’ nel giro di pochi minuti. Svetlana rimase tutto il tempo con la testa appoggiata al finestrino, cercando l’inizio e la fine dell’estesissima capitale Inglese..”…Duncan, diceva, ma le luci non finiscono mai, ma quanto e’ grande Londra?…”…”…Tanto, forse troppo x noi…mentre con la mano destra stringeva la sinistra di lei…non siamo abituati a muoverci nelle metropoli…ma vedrai che andra’ tutto bene, hanno sempre elogiato l’efficienza dei servizi pubblici Inglesi e poi avrai il tuo taxi personale, che ti portera’ dovunque vuoi…”…Lei sognava ad occhi aperti, le grandi strade con i tanti negozi x lo shopping, i migliori ristoranti, i locali alla moda, dove esibire il suo fisico mozzafiato, al diavolo quei quattro vecchi che fanno la fila x lei a Yorke Town, voglio vivere tutto fino in fondo, pensava, magari potrei gettare le basi x un eventuale trasferimento…Duncan la sveglio’ dal sogno..”…Amore, alzati, bisogna uscire, prendi la borsa ed andiamo…”…Si alzo’, un passeggero dietro di lei rimae incantato da tanta bellezza, la camicietta si era leggermente sbottonata e tanta meraviglia era oramai agli occhi di tutti…quasi tutti i passeggeri cercavano di prender tempo, aspettando che prima passasse lei, mentre le mogli infuriate ed accecate dalla gelosia commentavano l’accaduto con battutine cattive…”…Che si copra, ma chi crede di essere, una minigonna dalla quale traspare tutto, x non parlare del sopra, fosse nuda darebbe meno nell’occhio…”..Invece quel poco che la copriva la rendeva troppo sexy e Duncan, arrossito dalla situazione, l’uomo piu’ invidiato di Heatrow…

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Capitolo trentatresimo

La temperatura superava i 40, lo Sceriffo sudava e si stava passando il fazzoletto sulla fronte, x asciugare quelle fastidiose goccioline che poi, con calma, le sarebbero scese giu’, sul naso. Sui bordi, c’erano ancora le sue iniziali ricamate a mano dalla moglie, ai tempi del loro matrimonio….”…Tu l’avessi a perdere, gli diceva sempre…”…Perdere un fazzoletto, pensava, con tutti i problemi che ho da risolvere, guarda a cosa pensa mia moglie…Il Tenente aveva fatto alcune ricerche, sulla vita del Senatore. Era chiaro, che era stato un uomo con un debole x le belle donne, ma niente di piu’. La moglie, gli era stata sempre vicina, anche se si sussurrava che fra uno shopping e l’altro, si portasse a letto qualche bel giovane, x fargli svolgere il lavoro che oramai il marito, dispensava altrove. Decisero anche, di sospendere x il momento, le ricerche al locale notturno dove lavorava Svetlana, si rischiava di tirar in ballo il nome di qualche altro politico della zona, magari beccandolo a bere champagne e tirare un po’ di coca, con una ballerina molto probabilmente, clandestina. A dar retta, bisognerebbe, x questo, chiudere tutti i locali notturni Americani. Bisognava attendere, attendere il ritorno di Duncan e Svetlana. Anche il tenente, aveva finalmente capito, che la loro non era stata una fuga, ma un breve viaggio d’amore e sesso, sarebbero sicuramente tornati e sperava tanto di non essersi sbagliato. Nella notte, pero’, fu’ trovato senza vita, il corpo di un giovane ragazzo, con qualche precedente alle spalle, x spaccio. In una grande citta’, sarebbe passato come un semplice regolamento di conti, ma in una cittadina tranquilla come Yorke Town, 2 morti in una settimana, erano un evento unico…”….Mai successo, disse lo Sceriffo, neanche in incidenti stradali…ci stanno sfuggendo, troppe cose…”…Mise in tasca il fazzoletto, completamente bagnato e da quella sinistra ne’ tiro’ fuori uno completamente pulito, era ancora caldo, annusandolo si veniva investiti dall”odore dello spray che la moglie usava x stirare…..Lo apri’ e lo passo’ come sempre, sulla fronte….Ed ora pensava, chi avrebbe fermato il Tenente?…

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Capitolo trentaduesimo

James si diresse verso il bagno, ma nella mente aveva ancora i movimenti che Svetlana gli aveva poco tempo fa’, mimato. Pensava…”…Se non lo tiro fuori in tempo, a questa altezza, rischio il risucchio, come l’acqua del water…?….Non puo’ essere vero, ma come faccio a chiederlo?…E’ lei, la piu’ esperta, che figura farei?….e poi, non posso rischiare che succeda una cosa simile…le daro’ solo un bel bacio, il pompino, lo rimandiamo a terra….”….Quando arrivo’ in prossimita’ del bagno, busso’ alla porta, Svetlana apri’, si era gia’ tolta la gonna, rimanedo con le autoreggenti, tanga e tacchi a spillo…cominciarono a baciarsi, a toccarsi, era bagnata, voleva scopare, ma James, era contratto, non aveva mai provato niente di simile, sentiva i rumori dell’aereo, si immaginava che qualcuno fosse gia’ alla porta, bussando x entrare….Lei, gli sgancio’ la cintura, tiro’ giu’ le mutande e comincio’ a succhiarlo…Non volendo mise una mano sullo scarico del wc e si senti’ chiaramente il rumore, che produceva una specie di vortice…tanto temuto da James…Neanche due minuti dopo, lo tiro’ fuori e venne…”….James, disse, mi hai preso sulla parola, ma tutta questa fretta….non avrai mica creduto alla storia del wc…”…..”….No…no…ma che scherzi…mi hai eccitato troppo….sei una gran toia, non ti resisto…e poi…poi…era….era…la prima volta…su’….su’ un aereo… e nel bagno….sai…”…..”…..Ok…ok…rispose….vestiti ed esci x primo, se qualcuno prova ad entrare, fermalo e di’ che dentro c’e’ tua moglie che e’ stata poco bene….e non fare quella faccia la’…la vita va’ vissuta fino in fondo….bisogna ridere, divertirsi…sempre…”…..Apri’ la porta ed usci’, si guardo’ subito attorno, c’erano due signore anziane che stavano aspettando che la toilette si liberasse….le fermo’ subito…dicendo…”….Un attimo…c’e’ mia moglie dentro che sta’ poco bene, un minuto e sara’ fuori….”…Le signore abbozzarono un mezzo sorriso, James non si accorse che aveva la cerniera dei pantaloni visibilmente abbassata, scrollo’ le spalle e si diresse verso il numero della poltrona….”…..Questa qua’, pensava, mi manda in rovina, ma mi piace troppo….troppo…”..

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